Periodico telematico di cultura ed informazione. Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 630/99 del 24 Dicembre 1999
 
01.09 - La Sprite

Ho conosciuto una nuvola. Si chiama Desy. Desy si innamorata di Cielo una sera che parlava con Tramonto. Quella sera cos infuocata, cos calda, Estate aveva chiamato Desy per un aperitivo di fine stagione, ma Tramonto si era intromesso.


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Scritto da Benedetta Scatafassi
 
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Sono stato al mare, ieri notte. Tutto al contrario degli altri tu dirai; mai una cosa normale. Mai. Sotto un cielo senza luna, un carro grande appena accennato, il rumore del mare, la sabbia dal rumore artritico dell´inverno sotto i piedi che raccolgono energia da quella spuma, quelle onde lievi e appena fredde dell´inizio di primavera. L´arte, quella così lontana del tai chi, entra nelle membra con difficoltà poiché la testa é altrove. Lontano. Nei meandri della tua che mi sta chiamando, ora sotto questa luce rosa della notte marina di primavera; ora con questa musica nostalgica da colonna sonora. Ora tra le righe di uno stupido annuncio telematico che ha il sapore di te e di me inestinguibile sapore unico che non fa capire dove finisca io da dove finisca tu, come questo bicchiere che mi accompagna tra le note di un pianoforte intenso, note gravi, preludio di tempeste o di passioni violente quanto un uragano, un oltraggioso affronto alla natura di notte.
Musica: ricordi una notte di aprile noi soli e puri e quante volte hai cercato di entrare in fondo ai miei occhi. Tu mi confondi sali sui miei mondi e poi ricadi giù, tra queste lacrime amare. Non so come dire che sei...belliss...Musica da lacrime amare come il titolo. Musica che mi fa dire you make me feel, you make me feel davanti al bicchiere trasparente che sembra acqua, ma ha la forza della vite presa, spremuta, invecchiata fra legni profumati, diversi come il pero, il ciliegio, il noce. Legni-cassaforte di un liquido di solitudine come solo la grappa sa esserlo. Grappa e tabacco, fumo legnoso di sigaro dolce, mentre sulla rete si appannano i titoli del nostro vissuto e pensato.
Ho abbandonato la volontà. Ho abbandonato la lotta con l´ultima lacrima amara di grappa e mi sono incamminato per i vicoli uggiosi alla ricerca del nulla trovando un altare con un Buddha enorme dietro casa, una sfilata di indiani in costume e canti, un barbone che leggeva Proust, un idealista-Tin tin che cercava di coinvolgere le sue amanti Dupont Dupont a lavorare per lui a gestire un parco pubblico senza sesso di ricompensa. Uno come me che cercava due anime in una storia tradita dal tempo.
Sì, ho abbandonato la volontà di esistere se non in uno spazio virtuale dove è cresciuto
il nostro destino, le nostre verità. In vino veritas, ma con la grappa? In grappa mendacium dixit. E quindi? Quindi musica. Musica nostalgica. Da colonna sonora. Sulla pagina di internet compare una scritta: http://www.facebook.com/home.php?ref=home.
E poi?
E poi l´uomo si alza, scarmigliato beve l´ultimo goccio di grappa, spegne il sigaro. Si fa una doccia, si veste elegantissimo. Va nel suo quartiere, cerca la vita di notte, quella degli abbracci facili. Parla nella piazza ritrovo. Si incuriosisce. Bacia. In lui non c´è memoria. Non sa, non ricorda, non era lui. Non conosce quella lavagna senza spazio senza tempo. Una lavagna dove ha detto tutta la sua passione ad una sconosciuta. Lui non sa, non ha memoria perché il ricordo appartiene a un altro uomo del nostro tempo di rete telematica. Sono due anime in un corpo, altro che due anime in una storia. Due anime, un corpo. Un´anima su una lavagna per un addio di un mai vissuto. Un´ altra anima in un bacio vero di un intenso vissuto. Forse, due anime in un corpo, due anime senza memoria dentro una grappa mendace. Forse un modo come un altro per aspirare all´eternità. Forse solo una grande sbronza.


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