
Videoproiezione 4' - Italia 2006 - Regia e Musiche: Silvia Sbordoni
Una lenta panoramica si muove in uno spazio asettico, sbiancato, irriconoscibile per assenza di suono e di colore, ma non importa di quale edificio si tratti è quasi la riflessione di uno spazio interno, uno spazio mentale.
Solo un suono, estremamente cristallino, glaciale, statico, rompe questo silenzio fatto di assenza, e crea quasi un’attesa verso un chissà.
A spezzare quest’attesa fatta di niente un elemento freddo e irriconoscibile, un oggetto metallico, un clindro, che appare in modo enigmatico per poi sparire in dissolvenza, come a preparare qualcosa, come a significare qualcosa.
Durante il video, il cilindro oscilla sempre più vistosamente, più prepotentemente ed incombente, quasi ipnotico nel suo movimento regolare accompagnato da suoni sempre più forti e disturbanti in contrasto con l'iniziale quiete.
E’ quasi un pensiero da cui sfuggire, un pensiero fisso, un rimorso, un intruso che si conficca nel nostro corpo come un proiettile. Il tormento di un interrogativo insoluto.
Ispiratasi ad uno degli esperimenti presenti all‘Istituto di Fisica Nucleare di Frascati, basato su un'antenna risonante, un cilindro di metallo sospeso ad un filo utilizzato per la percezione delle onde gravitazionali e tenuto ad una temperatura di circa -273 C° - zero gradi Kelvin corrispondente allo zero assoluto (da qui il titolo K=0), così l’autrice presenta il proprio lavoro:
“…Il suono poetico dei cilindri di metallo delicatamente sospesi a un filo.
Antenne risonanti che percepiscono le perturbazioni gravitazionali dello spazio: fenomeni cosmici di estrema violenza ci arrivano come una sottile vibrazione. L’approssimazione dei rilevatori allo zero assoluto, che è l’assenza. L’attesa.
Antenne risonanti interiori che percepiscono le perturbazioni emotive della mia memoria: frammenti esistenziali di estrema violenza sulla pelle come una sottile emozione.
L’approssimazione del ricordo allo zero assoluto, il freddo. La memoria “
L’8 dicembre scorso allo spazio RIALTOSANTAMBROGIO si è svolta la proiezione dei 7 video finalisti e la premiazione di UOMO DONNA Risonanze Interne, il Concorso Video coordinato da Giulia Sepe e prodotto e curato da FestArte, [www.festarte.it] una realtà consolidata di promozione artistica, nata con l’idea di sviluppare e sostenere nuovi progetti d'arte.
Il Concorso ha aperto la IV Edizione di FestArte.
Il video vincitore è stato quello di Sara Basta “Pigiami per Coppie stabili” segnalato per il Premio I.M.A.I.E (Istituto per la tutela dei diritti degli artisti interpreti esecutori).
La Giuria del concorso presieduta da Dario D'aprile - Brand Manager Fox International Channel Italy e Direttore Artistico di RESFEST, era formata da Antonio Passa - artista già direttore della Accademia di Belle Arti di Roma; Daniela Ubaldi- direttore Responsabile di NEXT EXIT creatività e lavoro; Cecilia Casorati - critico d'arte; Adrienne Drake - curatrice.
I 6 video finalisti insieme al video vincitore sono pubblicati su www.shortinvenice.net (Portale realizzato dal Comune di Venezia - Assessorato alle Politiche Giovanili e Pace). Di seguito i titoli dei 6 finalisti:
• Derive - Luisa Quintavalle
• A moment of clarity - Sladzana Bogeska e Giuseppe Pradella
• Diptyque - Melanie Terrier
• Man Wo - Mauro Romito
• The man I love - Roberta Baldaro
• Indian Fast Food - Zied Ben Bouallegue
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